iLfù

Francesco De Chirico

(Chi fu) Francesco De Chirico

Francesco De Chirico

Francesco De Chirico, in arte iLfù, nasce a Formia, piccola città sul mare del sud pontino, nel 1983.

Appassionato sin da piccolo di fumetto, prevalentemente quello dal tratto più realistico, si avvicina in modo quasi naturale al disegno durante gli anni del Liceo Classico. Qui conosce, innamorandosene immediatamente, artisti quali Dalì, De Chirico e Magritte, le cui opere surreali ed immaginifiche gli suggeriscono un solo modo di fare arte: guardare la realtà, darle le spalle e ricostruirla in assoluta libertà.

In tale contesto stimolativo, assieme agli insegnamenti anatomici del grande Burne Hogarth, inizia a realizzare i primi disegni, quasi esclusivamente a matita. Da lì in poi, il suo stile inizia progressivamente a definirsi e a caratterizzarsi sempre più per la centralità data alla figura umana.

 

Terminato il Liceo, per motivi ancora inspiegabili, si iscrive alla facoltà di Ingegneria Biomedica. Il malcontento che caratterizza gli anni di studio ha come unico merito quello di riservare al disegno, e all’arte in generale, un ruolo sempre più importante, perché visto e vissuto come evasione, capace di allontanarlo dagli odiosi impegni universitari.

Proprio durante questi anni spinge ulteriormente la sperimentazione, iniziando a far convivere sulla carta diversi materiali, dall’inchiostro al pastello, passando per la matita. L’anatomia si definisce per poi esasperarsi, dando vita, più che a figure umane, ad umanoidi dalla muscolatura ipertrofica, che si muovono in ambienti dove sovente compare una luce alta a definire le ombre e una scenografia che fonde assieme elementi geometrici e naturalistici. In questi anni partecipa a diverse collettive, dove viene apprezzato per l’originalità dei soggetti. Tuttavia non riesce mai ad organizzare una personale. Questa prima fase termina bruscamente: o si finiscono gli studi di ingegneria o si vive in una perenne gabbia. Matite, penne, bozzetti e lavori ancora in corso finiscono nella pattumiera. Terminata finalmente l’università, passa ancora qualche anno lontano dall’arte, ma la passione riaffiora. Quello che avrebbe potuto essere non è detto che sarà ancora: il rancore per la prima falsa partenza artistica si riversa nella scelta dello pseudonimo, iLfù.

Ripartendo da dove il discorso si era interrotto, da subito riprende la spinta sperimentativa, ampliando la scelta dei soggetti. Primo risultato di questo nuovo percorso è la serie “Ritratti di città”: accolta con entusiasmo una commissione, iLfù decide di rappresentare la bellezza di Gaeta, dando importanza ad ogni singolo monumento o edificio. Abbandona pertanto la correttezza prospettica e riserva ad ogni elemento i propri punti di fuga.

Questa caratteristica si ritroverà anche in altre città, dalla natale Formia, fino alle certo più conosciute Amsterdam e Bruxelles.

Fedele sempre alla carta, continua oggi a riversare su di essa le sue idee, lavorando il foglio in modo brutale e al contempo attento: un violento monaco amanuense insomma!

tatoo ilfu 2

Parallelamente al progetto iLfù, Francesco De Chirico si misura anche con un nuovo supporto: la pelle. Nel 2017, infatti, inizia a tatuare. Non accontentandosi della mera riproduzione, cerca sempre di reintarpretare i soggetti via via proposti. Il suo obiettivo è chiaro e semplice: realizzare sul corpo umano ciò che finora era confinato solo alla carta.